Le prime forme organizzate di Polizia Urbana si possono far risalire addirittura all’epoca dei romani. Nel 29 d.c., infatti, l’Imperatore Cesare Augusto istituì due distinti organi di vigilanza, o Cohortes, uno dei quali doveva mantenere l’ordine durante le ore notturne (C. Vigilum), l’altro doveva difendere le mura della città dagli attacchi esterni. La cosa interessante è che queste Cohortes non erano formate da militari, ma estrinsecavano le loro funzioni solo esclusivamente all’interno della città e nell’interesse della stessa, a tutela del rispetto dell’ordine pubblico e delle regole del vivere civile.
Il loro Comandante, denominato Praefectus Vigilum, oltre che coordinare gli uomini, esercitava anche funzioni giurisdizionali.
Questi corpi vennero sciolti in seguito da Costantino, intorno al 312 d.C.
Ovviamente durante il feudalesimo, a partire quindi dal IX secolo, anche le forme di Polizia erano strettamente legate alla realtà locale, e rispondevano direttamente al feudatario, attraverso una gerarchia piramidale.
Si trattava in questo caso di un organismo a metà tra la milizia vera e propria e la Guardia, incaricata di far rispettare la volontà del Signore e talvolta di sovrintendere alla riscossione dei tributi.
Da allora, per ritrovare forme di Polizia Locale, si deve fare un bel salto in avanti, fino al 1852 a Pisa in cui si trovano le prime tracce di una Polizia Locale nel Granducato di Toscana, al 1853, in cui viene fondato a Genova il Corpo della Guardie Municipali, ed al 1861, quando nascono a Torino i primi Drappelli di Guardie Municipali, anche se a dire il vero, tracce di precedenti forme similari ma non ancora ufficiali possono essere rintracciate anche prima.
E’ il caso dei “Civich” della stessa Torino, nel 1360, o del “Collegio dei Signori della notte”, fondato dalla Repubblica di Venezia nel 1274, un organo di vigilanza notturna deputato alla repressione della criminalità e della prostituzione direttamente legato all’Amministrazione della città.
Dalla fine dell’ 800 in poi, comunque, si diffonde alle varie latitudini il ricorso alle “Guardie Comunali”, dipendenti dai Sindaci ed inquadrate in Regolamenti Comunali.

 


Sono diversamente organizzate a seconda della realtà locale e talora vengono demandati loro compiti anche diversi da quelli a cui siamo abituati a pensare.
In diverse città, infatti, i Corpi di Guardie sono fuse con quelli dei Pompieri, come a Genova o a Verona, mentre in realtà di tipo diverso assumono il ruolo di Guardie Campestri, per tutelare le proprietà agrarie dai furti e contrastare il bracconaggio.
Soltanto nei primi anni del 1900 si hanno le prime testimonianze della denominazione di “Vigile Urbano”, un termine che gli stessi operatori usano con orgoglio perché considerato più rispondente ai propri compiti ed al proprio ruolo istituzionale.